10 Ott 2010
0 Comments

di Iride

 

Quando atterrai la prima volta in quel di Pudong, il moderno aereoporto internazionale di Shanghai, ancora non avevo idea di quello che mi aspettava: una città in continua evoluzione che trascina anche te nella repentina corsa verso il progresso.

La prima parola che mi viene in mente per descrivere Shanghai è “contraddizione”, forse perché ancora mi fa strano osservare la mattina vari e lenti anziani praticare Taijiquan per le strade e nei parchi fronteggiati da big mall che sorgono come cavolfiori felici a distanza di poche settimane l’uno dall’altro. È la città dove la modernità si affianca alle tradizioni cinesi nascoste ma mai abbandonate. Qualsiasi tipo di vita un occidentale cerchi di condurre lì, non può non venire facilmente risucchiato dal frenetico consumismo imperante che ti conduce ciclicamente nei rinomati Fake Market, vere e proprie città del falso, al Fabric, uno stabile pieno di stand sartoriali che cuciono vestiti di ogni tipo, colore e misura dove i cinesi danno sfogo al loro rinomato talento di gran copiatori, e nei vari negozi di Nanjingxilu, la famosa via del centro sempre brulicante di gente.

Anche la notte non scherza a Shanghai e dopo le ventuno si viene travolti dalla vita notturna pullulante di diversi club, pub e tipici karaoke di varia natura. Vige la moda, dei cinesi ma passata agli occidentali senza troppe difficoltà, di passare le serate nei Ktv per uomini, normali karaoke se visti dal di fuori, ma club tacitamente riservati ai soli uomini, dove svariate file di ragazze sfilano davanti ai tuoi occhi finchè non scegli quella che ti piace, la quale ti accompagnerà tutta la sera servendoti da bere, giocando a dadi, facendoti divertire. Per le donne, anche se gli uomini non disprezzano, la città offre svariati centri massaggi a prezzi ragionevoli con mille trattamenti rilassanti, moxabustione e massaggi ai piedi, meno invasivi e molto salutari.

La città non dorme mai e nonostante la trafficata vita notturna, è molto sicura. Sei libera di uscire alle due di notte, assaporare le mille luci dei grattacieli, osservare le tante bellissime ragazze che finiscono di lavorare nei Ktv e rientrano a casa a piedi, mangiare i tipici spiedini per strada e sentirti parte di un mondo che non è mai stanco. Se hai bisogno di perdere te stessa, per ritrovarti, smettere di pensare e divertirti alla follia, stropicciare un po’ la tua vecchia vita o riscriverne un’altra diversa, confrontarti con una mole di gente e sentirti una nullità nel fiume umano di cinesi che popolano la città, Shanghai è il posto che fa per te.

Ci sono tante storie da raccontare nella mela del Sud della Cina, tante quante la gente che vive lì o prova a sbarcare il lunario in una metropoli dove la crisi economica non ha avuto duri contraccolpi sulla società in continua crescita. Come la storia della mia dolce donna delle pulizie, cosiddetta “Ayi” appellativo che significa “zia” in cinese, che si alza tutti i giorni alle cinque del mattino, va a fare le pulizie in un grande stabile e nel pomeriggio pulisce le case dei cittadini benestanti. Torna a casa in bicicletta, vive a mezz’ora di pedalata dal centro con suo marito, rivenditore di bottiglie vuote. Si chiama Xiao Zuo la mia Ayi, e vede suo figlio 3 volte l’anno, perché è rimasto nel Jiangsu ,suo paese natale, a vivere con la nonna, a sole sei ore di macchina da Shanghai. Guadagna solamente un euro e ottanta all’ora, ed è anche una delle ayi più costose della città, intelligente come poche. È sempre felice la mia Xiao Zuo, sorride sempre e mi tratta come un’amica, raccontandomi e chiedendomi di tutto (i cinesi hanno un concetto diverso di privacy per non dire che sia del tutto assente), soprattutto quanti soldi riesco a fare al mese, quanto pago d’affitto, quanto costa il mio letto, la mia scrivania, la mia nuova maglietta fresca di Fake. Ed è bello tornare a casa e trovare qualcuno con cui parlare, che si prende cura della tua casa amorevolmente, ti da consigli, e ti ricorda di non fare tardi a lavoro.

 

Le Ayi più che donne delle pulizie sono aiutanti domestiche, quasi tuttofare, figlie della vecchia scuola, pulisci tutto con acqua bollente, spesso ancora ignare del potere dei disinfettanti. Xiao Zuo è una delle tante persone che è entrata nella mia vita di Shanghai, una vita fatta di un via vai frenetico dove ho imparato faticosamente a fermarmi, a parlare con le persone, a sorridere anche quando sembri la donna invisibile e la gente di viene addosso, ti urta e si dimentica di rimandarti il saluto.
Non è facile vivere a Shanghai ma nemmeno così difficile, soprattutto se ti stacchi dal tuo Io imperante e comprendi che non sei tanto dissimile dai milioni di cinesi che passano la giornata cercando da mangiare, o preoccupandosi di come far vivere al meglio i propri figli o di come possono disegnarsi le unghie il giorno dopo.

E bisogna ammettere che è difficile pensare quando si è abituati a correre seguendo le indicazioni dell’allenatore, si ha fame e non si sa bene verso dove si sta correndo.

2197 Total Views 2 Views Today
FacebookTwitterGoogle+LinkedInPinterest